con maestra Maria Valenti (Traona a.s. 2013/14 e 2014/15)

Archivio per la categoria ‘SCIENZE’

L’aiuola della scuola

Lo scorso settembre come l’avevamo trovata?

 

Prima dell’inverno abbiamo messo in terra un cespuglio sempreverde che abbellisca e fiancheggi l’ingresso e due piante aromatiche: bravo Diego!

L’abbiamo poi curata al risveglio della primavera, messe a dimora salvia, melissa, una nuova Spirea, due girasoli…

 

Sistemati i nuovi cartellini con nomi, lasciamo l’aiuola a giugno alla clemenza dell’estate:

 

Dal Progetto di Plesso: “UNA TERRA DA AMARE …… E CONSERVARE:

  • facilitare la comprensione di fenomeni e concetti scientifici attraverso l’esperienza concreta
  • conoscere e utilizzare strumenti di lavoro inusuali per i bambini ( vanga, zappa, rastrello….)
  • favorire lo sviluppo di qualità personali quali l’autonomia, il senso di responsabilità, la collaborazione, la solidarietà…———————————————————————
Chissà a settembre come troveremo la nostra aiuola?

Lavoro seguito e pubblicato sul sito dall'ins. Maria Valenti
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Cosa c’è nella terra?

Dopo aver parlato di ecosistema, scopriamo che anche il terreno è un ecosistema dove convivono esseri viventi e non viventi. Ma da cosa è composta la terra in cui prende vita il seme, assorbe il nutrimento una pianta… i decompositori trasformano e molti animali abitano?

Facciamo un esperimento:

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Mettere in ogni vasetto 2/3 di acqua e 1/3 di terreno (per il primo prendiamo del terreno dall’aiuola della nostra scuola, per il secondo terriccio per vasi); agitare i recipienti per 5 minuti e lasciate riposare il materiale. Dopo pochi minuti e dopo 24 ore prendere la misura del livello del materiale sedimentato. In questo modo è possibile determinare lo spessore dei principali strati di terreno presenti: primo deposito = strato di ghiaia e sabbia, secondo deposito =  di argilla. Sulla superficie dell’acqua restano le parti decomposte o in via di decomposizione (humus)

Registriamo le osservazioni sul quaderno:

(Clicca sulle immagini per ingrandire)

vasetti alla LIM

osservazioni

Seminiamo il pino d’Aleppo

pino-aleppoProseguiamo il laboratorio attraverso il Kit d’Artista (vedere articolo precedente QUI), questo è laboratorio creativo a impatto ambientale zero che non prevede l’acquisto di materiali e non genera alcuno scarto, e che anzi, prevede la piantumazione di nuovi alberi in tutto il territorio nazionale.

Nel corso di questo laboratorio, i bambini avranno modo infatti di prendersi cura di un seme di pino d’Aleppo (Pinus halepensis), albero della famiglia delle conifere.

Questa mattina siamo pronti con il materiale e le istruzioni del manuale del Kit… con l’aggiunta delle nostre soluzioni:

 Dove?  Piantare i semi in un vaso di max un litro di volume con fondo bucato utilizzando terriccio universale o per semina.

– Inizia la ricerca della soluzione per scegliere il vaso della grandezza indicata… infine utilizziamo un sacchetto di plastica per evitare la fuoriuscita dell’acqua dal fondo bucato del vaso e con una bottiglietta da o,5⌊ misuriamo il volume del vasetto: trovato!- mettiamo uno strato di sassi sul fondo per evitare ristagni di acqua e aggiungiamo il terriccio

 

Come? Sistemare i semi nel vaso in buchette di max 2 cm di profondità e larghezza (2 semini per buca) comprimendo bene la terra senza lasciare troppi vuoti d’aria e bagnare delicatamente.

Far germogliare i semi.  Tenere il vaso all’aperto esposto alla luce del sole e ricordarsi di bagnare spesso e bene il terreno lasciando scolare l’acqua per non avere un eccesso d’umidità nel substrato.
Mettiamo un cartellino che faccia capire che questo vaso è “la culla” di una nuova vita
P1120042
e aspettiamo l’evento!
(foto di auspicabile germinazione)
Irrigazione. Non appena i semi iniziano a germogliare, fare attenzione a non bagnare troppo: il rischio è che le piantine marciscano, quindi alternare cicli di asciugatura completa del terreno con cicli di umidificazione.
Trapianto in terra. Trapiantare in terra in autunno 2015 facendo una buca adeguata alle dimensioni della pianta e innaffiare abbondantemente.
Consigli. Durante l’estate serve un custode dei germogli! Un insegnante o un bambino che può portarli a casa, innaffiarli (non troppo!) e riportarli a scuola a settembre per piantarli a terra nel luogo dove è stata fatta l’installazione di Land Art.
Aggiornamento a settembre 2015:
Un’alunna ha portato a casa il vasetto con i semi e l’ha curato con diligenza, purtroppo non ha germogliato! Abbiamo rifletturo che questa pianta richiede un clima caldo umido che non è il nostro alpino: freddo in inverno e spesso anche in primavera e caldo in estate. Il suo ambiente adatto è quello italiano ma non del nord come il nostro.

12 sementi per orto!

Dopo i lavori per la costruzione della Land Art, attività guidata nel Progetto “Kids creative lab”a cui abbiamo aderito, continua l’utilizzo del materiale assegnato alla nostra classe: la busta delle sementi.

Nella busta avuta con il kit di partecipazione al  ci sono 12 tipi di sementi diverse… noi abbiamo deciso di far prendere 2 semi a scelta ai ragazzi di 5^ e 3^ che, a casa, proveranno a seminarli e, con le dovute cure, sperimentare il loro germogliare e crescere in un vasetto. In seguito  potranno mettere le piantine in piena terra con il loro panetto di terra (porzione di terra intorno alle radici).

Per avere le informazioni apri e leggi il pdf allegato:

Clicca QUI per leggere le indicazioni “Che cosa contiene la busta”  (aspetta un momento perchè si apra o scarichi sul tuo computer)

Qualche consiglio preso dal web e al lavoro!

La semina in vaso o in semenzaio punto per punto (dal sito InOrto)

Il semenzaio è pronto e il terriccio pure. Cosa fare adesso per non sbagliare la semina e compromettere la nascita del tanto agognato germoglio?

Procediamo così:

1. Riempiamo il contenitore con il terriccio fino a circa un cm dal bordo. Se fosse troppo polveroso possiamo prima inumidirlo un poco, soltanto un poco mi raccomando, perchè non deve assolutamente compattarsi.

2. A questo punto occorre tracciare dei piccoli solchi con un coltello o praticare dei fori con uno stuzzicadenti, dove deporremo i semi. La distanza fra un seme e l’altro varierà se la pianta neonata sarà spostata dal semenzaio in un vaso più grande o se invece si svilupperà direttamente nel contenitore di semina, in quel caso avrà bisogno di maggiore spazio e posizioneremo i semi alla distanza richiesta dalla varietà dell’ortaggio. (ravanello ogni 5 cm, carota ogni 8 cm, lattuga ogni 15 cm. ecc.)

3. Dopo avere seminato alla giusta profondità, copriremo i semi con un leggero strato terriccio, comprimendo leggermente, ribadisco solo leggermente, per fare aderire la terra al seme.

4. L’innaffiatura dovrà essere delicatissima, perché un getto d’acqua troppo forte potrebbe fare sprofondare i semi. Useremo quindi un nebulizzatore per inumidire il terreno. La terra anche nei giorni successivi dovrà essere sempre umida, ma non inzuppa.

5. Per mantenere il giusto grado di umidità e la temperatura costante è meglio coprire il vaso o il semenzaio con un telo trasparente, sorretto da dei bastoncini per evitare che tocchi il terreno.

6. Posizionamo il contenitore in un luogo sufficientemente caldo, ma senza esporlo direttamente ai raggi del sole, che farebbero cuocere i piccoli semini.

7. Controlliamo il semenzaio tutti i giorni, per accertarsi che il terreno non asciughi troppo e se al contrario l’eccessiva umidità facesse insorgere delle leggere muffe, in quel caso toglieremo il telo di plastica e faremo arieggiare.

8. Una volta spuntati i primi germogli, potremo togliere il telo e aumentare gradualmente l’esposizione al sole  a mano a mano che vedremo la piantina crescerà.

Il trapianto della piantina nell’orto (piena terra)

guarda il video come esempio:

A scuola faremo la semina dei semi di pino d’Aleppo. Prossimamente cliccando  QUI

 

Kids Creative Lab

P1110677Venerdì scorso, 6 marzo, abbiamo cominciato a guardare il video tutorial e a ragionare sull’attività e sui materiali avuti per realizzare il laboratorio creativo Arte-Coltura, il laboratorio “fai da te” ideato per facilitare l’approccio creativo trasversale alle diverse materie scolastiche: un po’ di matematica, di arte e immagine, di scienze, di geografia… e di convivenza civile.

Lavoreremo insieme, anche con altre classi, ad un unico progetto…

Kids Creative Lab
il video tutorial:

Dovremo creare un’ opera di Land Art, progettandola e misurandola, curare dei semi da cui germoglierà una piantina di Pino d’ Aleppo , che pianteremo al centro del Land Art a settembre… poi abbiamo tanti altri semi che osserveremo, studieremo e….

Oggi, lunedì 9 marzo, siamo andati in esplorazione nel prato dietro alla scuola, per scegliere lo spazio adatto al nostro land art, lo abbiamo misurato e, incrociando tre metri con altri tre abbiamo trovato il centro dove dovremo piantare la piantina di Pino d’Aleppo. Il confine del nostro futuro Land Art lo abbiamo delimitato mettendoci in cerchio.

informazioni al sito del Progetto:

http://kidscreativelab.ovs.it/terza-edizione/arte-coltura-lab/kit-d-artista/schema.htmlhttp://kidscreativelab.ovs.it/

http://kidscreativelab.ovs.it/

Esempio di Land Art:

Land Art mele

http://www.mymodernmet.com/profiles/blogs/agnes-dumouchel-awakening-land-art

Per vedere la nostra Land Art clicca QUI

 

 

Il detective nel bosco!

1- spiegazioni in laboratorio 2- P1110409

Il Museo Civico di Storia Naturale di Morbegno ci ha offerto un “laboratorio con l’esperto in classe”: Il detective nel bosco” guidato dall’esperto Massimo.
Durante questo laboratorio i bambini dovevano scoprire alcuni animali presenti nei nostri boschi (non solo uccelli), esaminando e confrontando gli indizi mostrati/ascoltati: 1) versi, 2) rifugi, 3) “biglietto da visita”ovvero tracce lasciate, come resti di cibo (borra), escrementi (le fatte), penne e piume, orme… 4) osservando alcune loro caratteristiche speciali e formulando così delle ipotesi. Al termine della ricerca, i bambini hanno potuto verificare l’esattezza delle loro supposizioni e osservare gli “indiziati”attraverso gli esemplari stessi portati dal Museo.

Provo a postare il laboratorio aiutandomi con le foto che ho scattato, non svelerò il nome degli animali da scoprire, se qualcuno pensa di aver capito può scriverlo nei commenti al termine dell’articolo.

Dopo aver riproposto il laboratorio in classe… vi darò la soluzione 😉

Nelle foto in alto vediamo Massimo che spiega il gioco ai bambini, dopo aver preparato e schermato i vari indizi sui banchi. Qui sotto la scheda che ogni gruppo di bambini ha avuto per poter scrivere il nome dell’animale che pensava di aver riconosciuto dall’indizio mostrato (gli animali da scoprire sono 4 non 5 (il quinto è barrato):

3 - il foglio per indicare le proprie ipotesi sugli indizi P1110414

Iniziamo, 1° indizio: “Io parlo così”

–  chi produce questo verso è il primo personaggio misterioso

– chi produce questo verso è il secondo personaggio misterioso

– chi produce questo verso è il terzo personaggio misterioso

– chi produce questo verso è il quarto personaggio misterioso

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2° indizio: “Casa dolce casa!”

– chi abita qui è sempre il primo personaggio misterioso

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– chi abita qui è il secondo personaggio misterioso

P1110426

– chi abita qui è il terzo personaggio misterioso

P1110438

– chi abita qui è il quarto personaggio misterioso

P1110439

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3° indizio: “Il mio biglietto da visita”

– chi lascia questo (borra) è sempre il primo personaggio misterioso

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– chi lascia questo (la fatta) è il secondo personaggio misterioso

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– chi lascia questo è il terzo personaggio misterioso

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– chi lascia questo è il quarto personaggio misterioso

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4° indizio: “Qualcosa di speciale”

– questa caratteristica è sempre del primo personaggio misterioso

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– questa caratteristica è del secondo personaggio misterioso

teschio di...

– questa caratteristica è del terzo personaggio misterioso

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– questa caratteristica è del quarto personaggio misterioso

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Ora controllate le vostre ipotesi e decidete quali sono i quattro animali, che abitano i boschi della nostra Provincia di Sondrio, quelli che ci hanno lasciato questi indizi.

Scriveteli nel commento e… aspettate la soluzione!

clicca QUI per la soluzione

(lavoro seguito e documentato dall'ins.Valenti Maria)

Il becco degli uccelli

uccelli del museo alla LIM– Osservazioni e conclusioni su quanto visto e fatto al museo: prima insieme, alla Lim, prepariamo il testo che riassuma i nostri apprendimenti, disegnamo becchi e attrezzi dei cinque uccelli “protagonisti”, osservando disegni e foto perchè non è facile disegnare “scientificamente”… così che ognuno possa lavorare sul proprio quaderno…

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lavorando insieme all’insegnante alla LIM:

 (clicca sulle immagini per ingrandire)

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Infine verifichiamo le nostre nuove conoscenze!

Qui verifica in pdf

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